martedì 2 giugno 2009

Sollievo per il Compagno Claudio

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dal Corriere Adriatico del 2 giugno 2009

Ansia a Passatempo poi la telefonata “Sono nella lista passeggeri ma ho perso il volo”

Scampato al disastro dell’Airbus

L’ingegnere osimano Claudio Freddi doveva essere sull’aereo scomparso. “Salvato da un imprevisto”
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Osimo - Un osimano, Claudio Freddi ingegnere residente a Passatempo, è scampato per miracolo alla tragedia del volo AirFrance sparito ieri dagli schermi radar mentre era in volo da Rio de Janeiro a Parigi. Freddi, 54 anni sposato e padre di due figli adolescenti, si trova in Brasile per lavoro e aveva prenotato il viaggio di rientro in accordo con la propria azienda, una compagnia petrolifera francese. Poi un imprevisto all’ultimo minuto nel cantiere di lavoro ha forzatamente allungato la sua permanenza in Sudamerica e dunque per un semplice disguido non è potuto salire a bordo dell’Airbus A330-200, salvandosi la vita senza neppure immaginarsi cosa sarebbe accaduto. La moglie, Nerina Bianchetti, conosciuta in città per le battaglie contro il canile e il bitume a Passatempo, ha saputo della scomparsa del volo AirFrance ieri mattina direttamente dal telegiornale.

Subito si è resa conto che quello era l’aereo per Parigi sul quale viaggiava anche il marito Claudio di ritorno a casa. Accanto a lei in quel momento di disperazione e senso di impotenza anche i figli Giacomo e Andrea. Immediate le telefonate allarmate giunte da parte degli amici e dei familiari più stretti che sapevano del ritorno di Claudio dal Brasile. Poi fortunatamente, nel giro di un quarto d’ora, lo squillo più atteso, quello di Claudio: “Amore, mi hanno chiamato i colleghi dall’Italia che sapevano che avrei preso quel volo scomparso dai radar, ma stai tranquilla, non sono potuto salire a bordo per problemi qui a lavoro, mi dovrò trattenere fino a dopodomani, rasserena i ragazzi e dì loro che papà sta bene”.

Parole che hanno fatto scoppiare in Nerina un pianto di gioia, e con lei anche Giacomo e Andrea si sono potuti rasserenare. “Mi sono raggelata quando ho saputo della notizia dell’area scomparso –racconta Nerina- sapevo che doveva prendere il volo per Parigi stamattina, ma per fortuna è stato lui stesso a tranquillizzarmi. I suoi colleghi hanno chiamato in Brasile per accertarsi della presenza di Claudio su quel volo, poi quando hanno saputo che era ancora in cantiere gli hanno detto di telefonare a casa per avvertirci che era sano e salvo. Se escono i nomi dei dispersi dalle agenzie di stampa o dalla Farnesina, state pure tranquilli: Claudio –conclude Nerina con un sospiro di sollievo misto di gioia e tensione- è nella lista passeggeri ma non è mai salito a bordo di quell’aereo”.

Claudio rientrerà a casa domani con lo stesso volo dell’AirFrance, farà scalo a Parigi e poi arriverà a Roma per fare ritorno nella sua Passatempo, frazione a sud di Osimo dove in tanti ieri mattina, appresa la notizia, hanno passato attimi di spavento e incertezza. Soprattutto perché il ministero degli Esteri brasiliano non ha diffuso subito i nomi dei passeggeri a bordo del volo scomparso, confermando però in seguito la notizia di alcuni italiani presenti sull’Airbus. Di questi, tre erano trentini. A renderlo noto a metà pomeriggio il presidente della Trentini del Mondo, Alberto Tafner.

Degli altri invece rimaneva ancora l’incognita, con notizie che si susseguivano una dietro l’altra. Di certo solo che Claudio Freddi era sano e salvo in Brasile per aver perso il volo: un puro caso del destino. Sull’Airbus A330-200, atteso a Parigi alle 11.10 di ieri, erano presenti 216 passeggeri (tra loro anche 7 bambini e un neonato) e 12 membri d'equipaggio. L'aviazione brasiliana aveva cominciato le ricerche attorno all'isola Fernando de Noronha, al largo delle coste del Brasile all'altezza della foce del Rio delle Amazzoni. Ma del volo AF 447 non c’erano più notizie dalle 8 di ieri mattina. Ancora da accertare le cause che hanno portato alla scomparsa nell’Atlantico dell’aereo, alcune fonti parlano di un guasto elettrico, altre di un fulmine che avrebbe colpito l’Airbus durante una forte turbolenza.

GIACOMO QUATTRINI

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